Un post per imprenditori: riprendere il lavoro dopo un infarto
Sicuramente, tra i molti di voi che mi seguono e leggeranno questo blog, ci sono anche degli imprenditori; persone che forse, come me, ad un certo punto della loro vita si sono ritrovati con le spalle al muro a causa di un problema al cuore. Ricordo ancora lo stato di forte malessere in cui mi trovavo allora: mancanza d’ossigeno, oppressione, sudorazione, nausea, stordimento e senso di svenimento. Il mio corpo mi stava urlando a gran voce che ero in pericolo, che rischiavo una grave insufficienza cardiaca o, addirittura, un infarto. Così, dopo aver fatto tutti gli accertamenti, subii un intervento al cuore.
Nonostante la riabilitazione, mi dissero che non avrei potuto riprendere al 100% la mia attività nel settore del restauro di edifici, ma questo non mi scoraggiò e, nei successivi cinque anni, modificai il mio approccio al lavoro, mettendo da parte tutte quelle attività che erano ormai controindicate per il mio fisico (eccesso di carichi, etc) e sfruttando le mie competenze nel campo dell’edilizia per mettere le basi di quello che è oggi uno dei miei business principali: gli investimenti immobiliari.
Attraverso questo percorso ho migliorato la mia vita in tutti i sensi: non lavoro più in cantiere, sotto il sole, esposto al caldo o al freddo e mangiando polvere tutto il giorno. Non corro più di qua e di là per tutta la provincia; al contrario, spesso lavoro comodamente da casa, incontro gli agenti immobiliari e supervisiono i miei cantieri, dove altri eseguono i lavori per me.
Ho almeno mezza giornata libera da dedicare ai miei figli, alla salute, alla spiritualità e, finalmente, anche allo sport: faccio lunghe camminate in quota, anche sopra i 2000 metri, e ho iniziato a giocare a golf (non è uno sport così elitario come tutti pensano e ve lo consiglio vivamente!). Casualmente, anche se non è mai davvero un caso….sono sempre i nostri pensieri a creare la realtà che viviamo, proprio su un campo da golf ho rincontrato il cardiochirurgo che mi operò al cuore. Gli ho parlato del mio progetto “Bruchi vincenti” e lui mi ha raccontato del lavoro (che definirei una vera e propria missione) che svolge nella sua fondazione, grazie al quale ha dato una nuova vita a pazienti provenienti da tutto il mondo con grossi problemi di cuore, infarto, cardiopatie, aritmie e problematiche alle valvole cardiache, come nel mio caso. Di lì a poco, è nata la nostra collaborazione.
Paradossalmente, un evento così infausto come un’operazione al cuore, che potrebbe generare depressione, ansia, panico, smarrimento, timore di non riuscire a terminare in modo efficace la riabilitazione, si è rivelata l’opportunità della mia vita per cambiare non solo il mio lavoro – arrivando a guadagnare cinque volte tanto – ma, soprattutto, me stesso e il tempo da dedicare alle mie priorità: la famiglia, la salute, la crescita spirituale, i miei hobby e il riposo. Come ho detto, niente è casuale. In questi ultimi anni ho investito almeno il 10% del mio utile in formazione; io e mia moglie, che è l’altra metà del cuore pulsante di questo progetto, abbiamo frequentato molti corsi, incontrato grandi mentori e applicato con diligenza ciò che apprendevamo: dalla libertà finanziaria alla crescita personale e alla PNL. Abbiamo studiato da vari libri per sviluppare quelle competenze che ci hanno permesso di dare alla luce “Bruchi vincenti” e di portare avanti con dedizione e forza la nostra attività immobiliare.
Oggi sono un uomo nuovo, non solo nello spirito (perché davvero un intervento al cuore segna l’inizio di una nuova vita), ma anche come imprenditore; sono una persona che diversifica le proprie attività per portarle avanti al meglio delle sue possibilità, nonostante il covid, la crisi, ecc.

Uno degli imprenditori che maggiormente stimo, anche se appartiene ad un passato non proprio recente, e di cui ho conosciuto la storia attraverso il meraviglioso libro di Napoleon Hill “Pensa e arricchisci te stesso” (che tutti coloro che hanno a cuore il proprio miglioramento personale dovrebbero tenere sul comodino), è proprio Henry Ford. Come fece una persona come Ford a raggiungere un tale successo e a riempire di auto le strade d’America nella seconda metà del secolo scorso, nonostante avesse appena la licenza elementare? Eppure era un genio. Cosa lo ha reso migliore dei suoi colleghi del tempo? Napoleon Hill, studiando le abitudini delle persone di successo, constatò che, a differenza dei suoi operai, Ford riusciva a controllare la propria mente: pur essendo un uomo poco istruito, aveva la capacità di attingere al meglio delle idee altrui e metterle insieme, creando straordinarie alleanze di cervelli; era profondamente orientato al successo, e la sua fede, la sua tenacia e convinzione lo portarono molto lontano.
Vi racconto un episodio sulla sua vita per farvi capire le competenze di tale personaggio: durante una causa in tribunale contro il direttore del New York Times, denunciato dallo stesso Ford per averlo definito “un povero ignorante”, dopo esser stato più volte interrogato su tematiche culturali alle quali non sapeva rispondere, a un certo punto si alzò in piedi adirato dinanzi alla giuria e, a gran voce, disse: “Cosa m’importa di sapere tutte queste cose, quando posso schiacciare uno dei tanti pulsanti nella mia sala dei bottoni e avere il meglio delle conoscenze specialistiche dai miei collaboratori? ”. La giuria ammutolì.
Questa è la mentalità vincente di un uomo vincente.
Delegare anziché accentrare, utilizzare le conoscenze altrui, creare alleanze, evitare di nutrirsi di conoscenza senza averne fatto esperienza: queste sono le parole chiave della persona di successo in tutti i campi, di chi sa sempre ripartire, di chi si sa reinventare senza mai piangersi addosso, anche dopo una serie di stop forzati.
Una delle convinzioni più limitanti degli imprenditori moderni è quella di non riuscire a delegare, di sentirsi indispensabili e di riempirsi di nozioni e conoscenze, avendo così la percezione di avere tutto sotto controllo. Basta un bottone per fare la differenza, per risparmiare tempo ed energia, per diventare un imprenditore che non subisce gli eventi, ma gestisce la propria vita.
Cambiate le vostre convinzioni sul modo di essere imprenditori e la vita cambierà in un istante!
Cambiatele ora, SUBITO, perché potete avere tutta la conoscenza del mondo ma, se non passate all’azione, saranno solo un mucchio di parole che cadono nel vuoto. Agite ADESSO se volete essere una persona diversa rispetto a quella che se siete sempre stati; agite come non avete mai fatto fino ad ora.
Qualsiasi cosa vi sia accaduta, anche se il vostro cuore o la vostra salute vi hanno giocato un brutto scherzo, ri-progettate il vostro lavoro, chiedetevi in che modo potete cambiarlo, focalizzatevi su come trovare nuovi alleati, nuove strategie, nuove competenze. Siate flessibili, studiate, trovate dei mentori, fate esperienza….e, soprattutto, imparate a delegare e a creare alleanze.







